Tipologie di acciaio inox
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Tipologie di acciaio inox

Per conoscere le varie tipologie di acciaio inox occorre partire dalle basi.
Per “acciaio” si intende una lega di ferro e carbonio in cui la percentuale di quest’ultimo non è superiore al 2,06% (altrimenti si parlerebbe di ghisa).

La versione inossidabile di questa lega metallica, si è dimostrata il materiale più idoneo per realizzare i più disparati oggetti e attrezzature utilizzabili in diversi settori produttivi. Si è guadagnato questo primato grazie alle sue impareggiabili proprietà chimico-fisiche che gli donano caratteristiche uniche.

La particolarità di questo acciaio rispetto agli altri (e ad altri materiali), è l’alto contenuto di cromo, che gli permette di essere molto resistente alla corrosione e all’ossidazione. La superficie è protetta dall’azione di agenti esterni, da un sottilissimo film protettivo generato dal cromo a contatto con l’ossigeno.

Questo significa, in un linguaggio più comune, che l’acciaio inox non può arrugginire.

Oltre alla resistenza, questo strato dona al materiale un aspetto esterno omogeneo elevate proprietà igieniche. Come abbiamo visto infatti, l’acciaio inox è uno dei materiali più sicuri dal punto di vista del rispetto delle norme sanitarie. È omologato al 100% al contatto con alimenti, come puoi leggere qui.

Se le sue qualità sono note a molti però, forse non tutti sanno che esistono vari tipi di acciaio inox e diverse classificazioni. Ogni tipologia presenta caratteristiche diverse e si dimostra più o meno adatta a seconda dal fine per il quale la si utilizza.

4 macro famiglie per l’acciaio inox

Quando, oltre al cromo, si vanno ad aggiungere altri elementi all’acciaio, se ne modificano le caratteristiche strutturali e si possono distinguere gli acciai in 4 macro famiglie:

  1. Martensitici (13% di cromo)
  2. Ferritici (18% di cromo)
  3. Austenitici (18% di cromo + 10% di nichel oppure
    18% di cromo + 12% di nichel + 2% di molibdeno)
  4. Duplex (22% di cromo + 5% di nichel)

All’aumentare degli elementi aggiunti, cresce la resistenza alla corrosione del materiale e diminuisce la sua lavorabilità. Si rende anche l’acciaio più inossidabile e quindi più igienico.

Un altro sistema, molto conosciuto per indicare la presenza di queste sostanze nell’acciaio è utilizzare numeri direttamente affiancati al nome.

Per “acciaio 18/10” infatti, intendiamo una lega contenente il 18% di cromo e il 10% di nichel. Gli acciai 18/8/3 invece, contengono cromo al 18%, nichel all’8% e molibdeno al 3%.

Nomenclatura AISI ufficiale

Esiste però anche un ulteriore metodo per classificare le tipologie di acciaio: la cosiddetta nomenclatura AISI (American Iron and Steel Institute), basata anch’essa sulla composizione di questa lega.

Troviamo al suo interno gli acciai:

  • AISI 304: quello più usato per produrre gli oggetti più comuni, molto resistente. Rientra nella categoria degli acciai austenitici, tra i più resistenti.
  • AISI 316: aggiunge alla tipologia precedente la presenza di molibdeno, che rende il materiale ancora più resistente anche in ambienti caratterizzati da alta umidità e salinità.
  • AISI 430: una tipologia di acciaio meno resistente e dall’aspetto esteriore meno uniforme. Appartiene infatti agli acciai ferritici, meno stabili e più adatti a lavorazioni industriali.
  • AISI 441: un’alternativa economica all’AISI 304, resistente e utilizzato spesso per piani cottura e strutture di tavoli o sedie.

 Noi di Facilitas, utilizziamo nelle nostre lavorazioni, acciaio inox AISI 304 e AISI 441, che garantiscono ai nostri prodotti resistenza, massima igiene e un aspetto esteriore lucido e uniforme.

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